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“Wait and see”. Aspettiamo e vediamo. Questo aveva detto Silvio Berlusconi appena pochi giorni fa prima di sapere se la sua previsione sullo scivolone di Prodi sulla Finanziaria si sarebbe effettivamente concretizzato. Sembrava ormai tutto irremediabilmente perduto, allorchè complice persino un imperdonabile errore da parte di un senatore della ormai ex CDL, il governo l’ha spuntata sul filo del rasoio facendosi pure beffa del Cavaliere e delle sue vane profezie. Ma con Berlusconi evidentemente non si scherza. Sottovalutarlo è una leggerezza di cui si possono pagare poi le conseguenze. E di questo credo che oggi Romano Prodi se ne sia accorto a sue spese.
In fin dei conti sarebbe stato forse meglio per il professore cadere sulla Finanziaria invece che essere stritolato oggi da un cavaliere tornato immediatamente in sella e totalmente rigenerato dalla popolarità e dal consenso di gran parte del paese. Questa volta Berlusconi ha davvero superato se stesso. L’estro e la genialità che lo hanno sempre accompagnato nella vita professionale così come nel suo straordinario percorso politico, lo rendono unico ed atipico come uomo chiave della politica italiana. Chi lo dava in declino oggi si è dovuto ricredere.
Chi lo conosce da sempre invece sorride, sapendo in cuor suo che alla fine sarebbe stato capace di fare l’impossibile, là dove per chiunque non sarebbe rimasto altro che rassegnarsi agli eventi. Non per Silvio Berlusconi. In una sola giornata è riuscito a gettare lo scompiglio nel mondo politico e tornare a dettare le regole di una politica da troppo tempo affllitta da un inverosimile torpore. Quel tanto invocato spirito del 94, anno della storica scesa in campo, si respira di nuovo magicamente nell’aria. La sfida in corso con Fini non è proprio quello che ci auspicavamo, ma alla fine il tempo ed i tatticismi politici finiranno per avere la meglio sulle incomprensioni.
Intanto l’asse Veltroni-Berlusconi appare ora come un vero e proprio schiacciasassi pronto ad investire con tutta la sua devastante azione Romano Prodi ed il suo quartier generale. Mentre all’orizzonte si profilano adesso sempre più nitidi i contorni di quel nuovo soggetto politico che da mesi è stato più volte invocato nel centrodestra. Il Partito della Libertà o del popolo delle Libertà, a seconda di come si chiamerà (propenderei più per la prima opzione), in realtà è nato proprio il 2 dicembre del 2006 e compirà tra pochi giorni il suo primo anno di vita. Oggi, grazie ancora al grande intuito di Silvio Berlusconi ed al gran lavoro di Michela Vittoria Brambilla (questo non va dimenticato…), inizia finalmente a muovere i suoi primi passi nel mondo della politica italiana. Segno che le cose non accadono mai per caso.






