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Libero di Feltri oggi titolava “Tornate uniti“, riferendosi al sondaggio curato da Renato Mannheimer in base al quale il sessanta per cento degli elettori ritiene che i partiti del centrodestra debbano mantenere tra loro una linea politica più unitaria. Ma Silvio Berlusconi, a dispetto di quanto espresso proprio in questo articolo, secondo alcune curiose indiscrezioni (??) sembra invece andare nella direzione opposta. Se fino a qualche giorno fa erano Fini e Casini a fare i sostenuti, oggi, proprio nel momento in cui i due leader di An e Udc sembrano lanciare messaggi distensivi, il Cavaliere se ne sarebbe uscito di punto in bianco con una delle sue durante una riunione a porte chiuse con i coordinatori regionali e i vertici di Forza Italia.
Oggetto dell’affondo di Berlusconi questa volta pare sia stato Pier Ferdinando Casini. Secondo quanto avrebbero riferito alcuni partecipanti (ma qui il condizionale è quanto mai d’obbligo), Berlusconi avrebbe dichiarato che Casini punterebbe sulla cosiddetta “Cosa bianca” per fare l’ago della bilancia tra i due poli e si sarebbe persino lasciato sfuggire affermazioni del tipo «Secondo me finirà per allearsi con il centrosinistra»… Inutile dire che puntuale come un orologio svizzero è arrivata la smentita di Bonaiuti: “È ovvio ed evidente che quanto è stato riportato in merito ad alcune dichiarazioni attribuite al presidente Silvio Berlusconi, durante un incontro con i coordinatori regionali, non corrispondente assolutamente al vero”.
Mi sorge a questo punto spontaneo il sospetto che qualcuno (guarda caso…) stia tentando di mettere zizzania tra i leader del centrodestra proprio nel momento in cui stanno iniziando a manifestarsi i primi segnali di disgelo (un classico!). E qui anche uno stupido capirebbe che per quanto il cavaliere possa essere a volte incontenibile e sfuggire spesso alle logiche della politica possa aver detto o fatto simili affermazioni dopo aver chiaramente invitato i suoi alleati ad unirsi a lui nel nuovo progetto. Il ruolo di Tafazzi si addice piuttosto all’ Unione in questo momento, che cerca di restare a galla come può per arginare proprio un Berlusconi tornato all’apice dei consensi. Al di là di tutto sono convinto che la fase da ectoplasma sia stata già ampiamente superata e che nel centrodestra si andranno da oggi in poi ridelineando i contorni di un progetto comune che nessuno potrà oramai più fermare.
Anche Gianfranco Fini, passata la buriana, come era prevedibile ha manifestato la volontà esplicita di riprendere il filo del dialogo con il Cavaliere. Tutti i tasselli stanno piano piano ritornando al loro posto. Non saranno pertanto né gli screzi di questi giorni né le frasi riportate qua e là in modo sibillino da qualche giornalista o disfattista di turno a fermare l’irreversibile processo di rinnovamento politico avviato da Silvio Berlusconi, con il tacito consenso dello stesso Walter Veltroni. La cosa è già in uno stadio troppo avanzato e ormai incontrollabile anche per chi pensa di poter riportare le lancette dell’orologio ai giorni dell’immobilismo tanto gradito ai fanatici della poltrona. Il dado è tratto e non si torna più indietro. Così almeno ci insegna la storia.






