locandina-bounty.jpgTanti piccoli microcosmi in costante conflitto tra di loro. Questa è la fotografia della maggioranza all’indomani del pesante affondo di Fausto Bertinotti che ha liquidato senza mezzi termini questo governo dell’Unione come «un’esperienza fallimentare». Rincara la dose il segretario del Prc Franco Giordano che dichiara: «Prodi non è più garante dell’Unione». Bordate che lasciano il segno. Romano Prodi assomiglia sempre più al capitano del Bounty e la trama della celebre pellicola sembra la stessa, se non fosse che gli ammutinati in questo caso altri non sono che i rappresentanti del suo governo. Proprio come il Bounty, infatti, il vascello dell’Unione, salpato alla volta di un paradiso tropicale, si è ritrovato presto in acque burrascose, fino ad entrare nella storia come uno dei più improduttivi ed impopolari governi degli ultimi anni. Nonostante tutto, il premier ostenta ancora sicurezza. Anzi, con assoluta nonchalance oggi replica: «Sono tranquillo, la legislatura va avanti». La sindrome da Capitano William Bligh si è ormai impadronita di lui. Un atteggiamento che sta lentamente portando all’esasperazione i suoi marinai fino a spingerli all’ammutinamento. Dal film alla realtà in definitiva il passo è breve. Ed è anche facile intuire che stanno ormai per scorrere i titoli di coda.