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luciano_violante.jpgNon contenti di aver dato vita ad uno dei governi più contestati ed improdutivi degli ultimi anni, ora vorrebbero pure mettere il bavaglio alla stampa. Luciano Violante, presidente della commissione Affari istituzionali della Camera, afferma che l’informazione, se non corretta, potrebbe accrescere il senso di insicurezza dei cittadini. E sul concetto di “corretta informazione” dipende da quale prospettiva si guardano i fatti e gli avvenimenti circostanti. O forse sarebbe meglio dire quali fatti raccontare e quali fare a meno di mettere in evidenza per non turbare troppo la tranquillità del Palazzo. Questo in effetti appare in sintesi il messaggio che lo stesso Violante ha cercato di trasmettere ai direttori dei principali telegiornali nazionali convocati a Montecitorio. Al centro del dibattito proprio «i dati statistici sull’andamento della criminalità» e la «percezione di insicurezza nei cittadini», dovuta - secondo l’ex presidente della Camera - anche al «sistema dell’informazione e della comunicazione, con particolare riguardo al modo in cui esso sceglie e presenta le notizie, nel formarsi e nel diffondersi di un’opinione condivisa sul grado di sicurezza di una comunità». Per dirla in parole semplici, diciamo che al governo gradirebbero meno attenzione dedicata ai fatti di cronaca per non dare ai cittadini la percezione di uno stato incapace di difenderli efficacemente dal crimine e dal degrado nel quale siamo precipitati. Insomma, un goffo tentativo di dettare la linea su come raccontare le notizie di cronaca nera agli italiani in salsa rosa, edulcorando opportunamente le notizie più cruente. Inutile dire che la cosa ha suscitato la sdegnata reazione dei diretti interessati. «Convocare i direttori per dimostrare che le news contribuiscono al senso di insicurezza ci farà scendere in un’altra classifica: quella della libertà di stampa» ha detto Clemente Mimun, direttore del Tg5. Sulla stessa lunghezza d’onda anche le reazioni dei colleghi degli altri Tg. Tanto che Violante, visibilmente imbarazzato, è stato costretto a fare dietrofront per gettare acqua sul fuoco. Dopo le promesse impossibili di Romano Prodi di traghettare il paese verso il benessere e la felicità (salvo il fatto che poi è accaduto esattamente il contrario…), oggi pur di nascondere la realtà vorrebbero mostrarci un’Italia alla stregua della fattoria del mulino bianco. Ma la sfiducia dilagante tra i cittadini, generata dalle bugie e dalla cattiva politica, è ormai un dato di fatto in grado di smentire ogni possibile via di fuga dalla realtà.