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Che Clemente Mastella fosse il tipico esempio di politico intrallazzone e con le mani sempre in pasta tra politica ed affari personali (o meglio familiari), era cosa già nota a tutti o almeno facilmente immaginabile. Il terremoto giudiziario che ha travolto il guardasigilli e la moglie Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania, non ci sorprende tanto per le motivazioni in sè, ma piuttosto per le modalità e le tempistiche con le quali i provvedimenti dei giudici titolari dell’inchiesta siano scattati così repentinamente. C’è chi parla di giustizia ad orologeria, avvalorando così le tesi già espresse a suo tempo da Silvio Berlusconi, secondo il quale una parte della magistratura opera con il preciso intento di condizionare palesemente la politica. E chi, come la consorte dell’ex ministro, parla di evidenti ritorsioni nei confronti del marito per essersi sempre contraddistinto nella strenua difesa dei valori cattolici. Insinuazioni e sospetti che troverebbero anche legittima conferma per le modalità e la frettolosa esecuzione con le quali la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha dato seguito ai provvedimenti. Ma pur concedendo tutti i benefici del dubbio, resta il fatto che nel mirino della procura oltre a Mastella e signora siano finiti altri ventidue amministratori tra sindaci, assessori e consiglieri (quasi tutti dell’Udeur), indagati a vario titolo per falso, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio. In totale 23 ordinanze di custodia (19 delle quali ai domiciliari). Agli arresti sono finiti anche Carlo Camilleri, ingegnere, consuocero dei Mastella; il suo collaboratore, Antonello Scocca, e Domenico Pianese, docente di idraulica all’Università Federico II. Ai domiciliari, oltre a Sandra Lonardo, il sindaco di Benevento e una lunga lista di funzionari, professori e politici, tutti legati direttamente o indirettamente a quanto sembra (ma è comunque tutto ancora da verificare) ai coniugi Mastella. Anomala apparirebbe anche la nomina alla guida del consorzio Asi di Benevento di Luigi Abbate, secondo la procura un “uomo di Mastella”. La nomina del commissario straordinario sarebbe stata liberamente designata proprio dal guardasigilli e ordinata al governatore Antonio Bassolino che, successivamente, avrebbe firmato l’ordinanza. E così un’inchiesta volta a scoperchiare il sistema di potere dell’Udeur in Campania si è trasformata in un vero e proprio caso politico che rischia di mandare in crisi persino il governo. Ma l’Italia dei Mastella non è che un esempio. Ad essere malata probabilmente è l’intera classe politica del nostro paese, risultato di anni di malcostume politico sotto gli occhi di tutti. Basti soltanto pensare che oggi a Napoli si racatta la spazzatura solo intorno alla casa del sindaco. Vizi, privilegi e consuetudini di una “casta” che ci portiamo dietro da sempre come un ingombrante fardello.






