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Primo inciampo per Veltroni e la sua allegra brigata del PD. L’Obama de noantri, che vuole darci a bere di voler correre da solo, in realtà nel suo viaggio in giro per l’Italia disastrata da Prodi imbarca sul suo pulman tutti gli autostoppisti che incontra lungo la strada. Tant’è che alla prima fermata ha fatto salire quell’azzeccagarbugli di Di Pietro che gli ha scombussolato subito i piani con quel curioso progettino di tagliare metà canali tv. Poi, non contento, ha riservato pure nove posti persino ai radicali, rovinando quella mistica atmosfera da gita di parrocchia che si era venuta a creare a bordo tra gli allegri gitanti. Insomma, tra un “Yes we can” e un “si può fare ma anche no”, il Walter nazionale si è beccato alla fine una sonora risciacquata di capo dalla vasta componente Teodem che tiene in piedi buona parte dei consensi del PD. Un autentico autogol di quelli che rischiano di pesare non poco ai fini della campagna elettorale appena avviata. La prima ad infierire è stata ovviamente Famiglia Cristiana. Il titolo in prima pagina non lascia spazio all’immaginazione: «pasticcio veltroniano in salsa pannelliana». Il clima si fa subito rovente prima ancor di cominciare e per il candidato premier della sinistra la corsa in velocità subisce un brusco rallentamento. La compagnia non è più tanto allegra come prima. Anzi, le insofferenze ed il clima di sospetto che hanno caratterizzato l’impossibile convivenza tra le due anime opposte (quella riformista e quella radicale) nel governo Prodi, sembrano riproporsi ora come un fatale déjà vu tra laici e cattolici. Posizioni intransigenti e totalmente inconciliabili fra loro, tipico di una sinistra che perde il pelo ma non il vizio. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, appare altrettanto evidente come il programma e le proposte del PD siano soltanto fumo negli occhi per abbindolare gli elettori. Forse qualcuno ci può cascare, ma anche no…






