Siamo in piena campagna elettorale. E come sempre la parola spetta ora ai programmi, ovvero l’elenco delle cosiddette “buone intenzioni” con le quali convincere gli elettori. Ma ciò che appare assai difficile è trovare delle differenze più o meno nette tra i programmi dei due principali schieramenti, ovvero PD e PDL. Le analogie sono molte di più rispetto alle diversità delle proposte, anzi direi che si fa quasi fatica ad individuare proprio queste ultime. Rilancio dello sviluppo economico, più sicurezza e giustizia, politiche di sostegno alla famiglia e soprattutto riduzione delle tasse sembrano essere qualcosa di irrinunciabile per entrambi. Le uniche sostanziali differenze a questo punto sono riscontrabili esclusivamente nella forma più che nei contenuti. Se da una parte il programma del PD appare ad una prima lettura assai più fumoso e dispersivo nella esposizione dei contenuti (tipico della sinistra), il programma del PDL risulta più chiaro ed efficace nell’esporre soprattutto le priorità che dovranno far parte dei primi mesi dell’agenda di governo. In definitiva sia Veltroni che Berlusconi apparentemente promettono più o meno le stesse cose, salvo il fatto che il primo volente o nolente è diretto discendente di quel disastroso governo che si è appena concluso nel più totale fallimento. Non possiamo esimerci dal ricordare (a chi se lo fosse eventualmente scordato) che il presidente del PD di Veltroni altri non è che lo stesso artefice di tale fallimento, ovvero l’ex premier Romano Prodi. Così come gli uomini che ne formano l’ossatura principale oggi siano esattamente gli stessi che hanno avuto ruoli di primo piano nello stesso esecutivo. Non si tratta certo di un dettaglio trascurabile ai fini di quella che oggi è la tendenza dei sondaggi, nonostante il leader del PD cerchi di esorcizzare la situazione parlando di grandi rimonte ai danni del suo avversario Silvio Berlusconi. La realtà è che il Cav quando si tratta di fare campagna elettorale è un vero rullo compressore. E questo lo sa anche Veltroni, al quale vanno comunque riconosciute ottime capacità politiche e strategiche che ne fanno attualmente il miglior leader che la sinistra abbia potuto mettere in campo per contrastare l’incontenibile cavaliere. Peccato che abbiano scelto il momento meno favorevole forse per giocarsi il jolly. E soprattutto peccato che nonostante il tentativo di mescolare le carte con qualche inedita candidatura il mazzo sia sempre lo stesso. Forse qualcuno alla fine ci cascherà, ma la maggior parte degli italiani hanno già intuito il bluff di Veltroni…







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Marzo 4, 2008 a 1:11 pm
Retore
Francamente i programmi dei due partiti sono un pianto entrambi: spese e ancora spese e meno tasse senza copertura, con due mostruosità rispettive: il salario minimo veltroniano per i precari e la solite boiate protezioniste della premiata ditta Tremonti-Alemanno con per giunta un minaccioso “piano di rilancio del trasporto aereo”… Quello del PDL - che mi interessa di più - più che di impronta liberale è di marca “fanfaniana”, una schifezza insomma… come dice Phastidio ( http://phastidio.net/2008/03/03/il-programma-economico-del-pdl/ ) l’unica speranza è che vada a finire in soffitta il giorno dopo le elezioni)…
Marzo 4, 2008 a 7:31 pm
cd
Uhm… Dunque: i due programmi sono uguali ma la Sinistra non sarebbe capace di realizzarlo, come dimostrerebbe quello che non ha fatto in 2 anni di governo. Mentre la Destra sarebbe in grado, come dimostrerebbe quello che - appunto - non ha fatto in 5 anni di governo.
E ricominciamo con la buffonata dell’abolizione dell’ICI. Già, be’, in effetti questa è una promessa facilmente realizzabile dal governo. Perchè si tratta di promettere i soldi degli altri: nella fattispece, i comuni. I quali altri, non potendo dichiarare bancarotta, dovranno recuperare con altre tasse locali ciò che perderanno, con il risultato che il livello di tassazione resterà più o meno lo stesso. Ma i voti saranno andati al Pdl, ovviamente.
A proposito, esimio estensore di questo blog, “Non possiamo esimerci dal non ricordare” equivale a dire: “Possiamo esimerci dal ricordare”. Quindi, perchè lo ricordi?
Marzo 5, 2008 a 2:38 am
Michele Perrone
Non nego che riguardo le promesse anche Berlusconi forse pecca di troppo ottimismo… Ma certo non possono pretendere di apparire più credibili nel PD, un partito che, oltre ad aver scopiazzato in modo evidente il programma del PDL, nasce dalle ceneri del governo precedente e nelle cui fila si presentano spudoratamente gli stessi artefici di un esecutivo che ha fallito su tutta la linea. Inoltre Il presidente del PD resta sempre Romano Prodi e tanto per fare un altro nome eccellente nello stesso partito c’è pure Bassolino! Un nome, una garanzia… Inoltre se vogliamo dirla tutta scimmiottano quasi Forza Italia (tanto da prendersi gli sfottò di Diliberto), propongono un programma curiosamente simile a quello di Berlusconi, candidano uno come Calearo ed al tempo stesso un operaio della Thyssen… E mi fermo qui. Insomma, tutto è possibile, ma anche no…
P.S.: riguardo l’espressione “Non possiamo esimerci dal non ricordare” non posso che darti ragione. Si è trattato di un lapsus del quale non mi ero sinceramente accorto. Correggo subito. Nessuno è perfetto…
Marzo 6, 2008 a 4:49 pm
Walter Giannò
E’ necessario il vostro voto!
http://waltergianno.splinder.com/post/16228424/Il+Sondaggio
Sondaggio fondamentale per le sorti del rinnovamento del sistema politico-partitito in Sicilia ed altrove!