Se l’Italia ha deciso di voltare pagina, la capitale può fare altrettanto. Roma si appresta ad eleggere il suo futuro sindaco in un clima ancora incerto che grava sulla disputa che si fa ogni giorno più serrata. Il duello televisivo tra i due candidati Francesco Rutelli e Gianni Alemanno si è risolto nettamente in favore di quest’ultimo, decisamente più incisivo, concreto e credibile rispetto all’avversario, che per giunta ha già amministrato Roma in precedenza. Bisogna inoltre sottolineare come l’amministrazione capitolina non sia stata particolarmente brillante in tutti questi anni. Rutelli prima e successivamente Veltroni hanno sempre cercato di dare un’immagine di Roma come quella del salotto buono d’Italia, in cui la spocchiosa borghesia intellettuale di sinistra si permetteva di fare sprechi d’ogni genere tra spettacoli e notti bianche all’insegna del più classico “ma che ce frega ma che c’emporta”. La Roma di Rutelli e Veltroni è stata un sorta di cinecittà in cui il film ed il cast sono sempre stati gli stessi. Non è un caso che le campagne elettorali dei due leader del centro sinistra sono state ogni volta costellate di personaggi più o meno noti disposti a fare il solito cameo. Puntualmente infatti, per mantenere fede alla tradizione, come da copione Francesco Rutelli ha schierato in campo nientemeno che il pupone, francesco Totti, per intortare i romani ad eleggerlo di nuovo al governo della città, o forse sarebbe meglio dire alla regia. Pare proprio che senza effetti speciali non potrebbe avere poi così tanto consenso. E’ più facile del resto confondere i cittadini con lustrini e paillettes, per nascondere meglio i veri problemi: le baraccopoli, il degrado delle periferie e la crescente emergenza criminalità che giorno dopo giorno rischiano di sciupare quel clima goliardico da Cesaroni che tanto piaceva e piace tuttora a Veltroni e compagni. Ma gli italiani e, nello specifico ora i romani, forse hanno capito. Lo tsunami che ha travolto Veltroni di riflesso potrebbe stavolta rovinare la festa anche a Rutelli. Il condizionale è sempre d’obbligo, ma la stagione della Belle époque Veltro-rutelliana sembra ormai avviarsi al tramonto…







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