You are currently browsing the monthly archive for Maggio, 2008.
Pubblico qui di seguito il comunicato che il Circolo Il Magnifico di Firenze, di cui sono vicepresidente, ha diffuso in questi giorni per riportare a casa Marco e Sandro Accorinti, due fiorentini arrestati in Inghilterra in seguito ad una denuncia basata su accuse totalmente assurde ed infondate. L’angosciante vicenda che stanno vivendo questi nostri concittadini e la moglie di Sandro Graziella Conigliaro, che ha già lanciato i propri disperati appelli su gran parte dei media nazionali (giornali e tv compresi) senza ottenere risultati, ci impone il dovere di tentare il possibile per risolvere al più presto la drammatica vicenda. Stiamo tentando una strada politica coinvolgendo alcuni parlamentari di nostra conoscenza, ma nel frattempo lancio anche a tutti gli amici blogger della rete questo appello affinché possiate darci una mano ad offrire tutta la nostra solidarietà possibile ed un aiuto concreto per riportare a casa quanto prima i nostri connazionali Marco e Sandro. Grazie a tutti.
Michele Perrone
“Il Circolo della Libertà Il Magnifico esprime tutta la sua solidarietà ai nostri amici soci Graziella Conigliaro e Marco Accorinti che stanno vivendo oggi una situazione dai connotati tanto drammatici quanto surreali.
Abbiamo parlato con la famiglia e abbiamo dato la nostra disponibilità ad un’aiuto concreto, per una rapida soluzione della vicenda che li vede loro malgrado protagonisti, riportata in questi giorni dai media locali e nazionali, che diventa per noi in questo momento una questione di assoluta priorità.
Ci stiamo attualmente adoperando per quanto nelle nostre possibilità di interessare la politica e le istituzioni affinchè possano tempestivamente intervenire per riportare a casa Marco e Sandro Accorinti, detenuti preventivamente dal 26 aprile scorso a Swindon, nel sud dell’Inghilterra, a causa di una denuncia di tentato rapimento totalmente infondata, esclusivamente basata su un semplice scambio di corrispondenza on line da parte del figlio Marco con una amica Anglo-Pakistana, ma sopratutto per essere stati preventivamente privati della loro libertà senza un fondato motivo”.
Il contributo che Vi chiediamo è di inviare subito due messaggi all’ Ambasciatore Britannico EDWARD CHAPLIN CMG ed al Consolato di Firenze Moira Macfarlane:
Marco e Sandro Accorinti
LIBERI SUBITO!
RomePoliticalSectionEnquiries@fco.gov.uk
INVIA FAX:
Spett.le Consolato Britannico
Al Console Moira Macfarlane:
Fax: 055219112
Per tutte le informazioni leggete la vicenda e
la testimonianza di Marco Accorinti
Si parte. È nato il Berlusconi IV, il governo che ha già segnato un primo record: il primo esecutivo nato a soli 23 giorni di distanza dalla chiusura delle urne. Dopo Silvio Berlusconi, uno dopo l’altro i neo 21 ministri sfilano davanti al Presidente Napolitano per la formula di rito del giuramento. Un passaggio di consegne che evidenzia subito la differenza col passato già dalla rapidità con la quale il nuovo governo si è appena insediato. Quello presieduto da Silvio Berlusconi si presenta come il governo più snello di tutta la storia repubblicana. I ministri con portafoglio sono appena 12 (un terzo rispetto al governo uscente di Romano Prodi) e l’intera squadra, compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari, comprende in totale 60 elementi contro i 102 della primavera 2006. Nel Salone delle Feste del Quirinale, durante la cerimonia di giuramento del nuovo esecutivo, l’aria che si respira è carica di emozione. Ma poi c’è tempo anche per qualche sorriso e qualche gag fuori programma tra Berlusconi ed Ignazio La Russa, neo-ministro della Difesa. Il clima è festoso: strette di mano, abbracci e sorrisi con Umberto Bossi, che si lascia trasportare dalla gioia e l’euforia che pervade la sala e tutti i presenti. Mentre gli obbiettivi dei fotografi sono puntati soprattutto sulle quattro donne del governo, impeccabili ed eleganti nei rigorosi tailleur sfoggiati per l’occasione. Si nota finalmente anche un certo ricambio generazionale: su 21 ministri nove hanno meno di 40 anni. La più giovane di tutti la 31enne Giorgia Meloni, neo ministro alle Politiche giovanili oltre che illustre cittadina di Tocqueville. A lei, senza nulla togliere a tutti gli altri, l’augurio più sincero di interpretare al meglio quello spirito di rinnovamento che noi tutti attendiamo da tempo nell’aula di Montecitorio. Ma vediamo in dettaglio la squadra di governo:
Ministri con portafoglio: Esteri: Franco Frattini; Interno: Roberto Maroni; Giustizia: Angelino Alfano; Economia: Giulio Tremonti; Difesa: Ignazio La Russa; Sviluppo economico: Claudio Scajola; Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini; Politiche agricole: Luca Zaia; Ambiente: Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture: Altero Matteoli; Welfare: Maurizio Sacconi; Beni culturali: Sandro Bondi.
Ministri senza portafoglio: Riforme: Umberto Bossi; Semplificazione: Roberto Calderoli; Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi; Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi; Pari Opportunità: Mara Carfagna; Affari regionali: Raffaele Fitto; Politiche giovanili: Giorgia Meloni; Rapporti con parlamento: Elio Vito; Innovazione: Renato Brunetta.
Resta fuori a sorpresa per ora Michela Vittoria Brambilla, destinata comunque a quanto pare al ministero della Salute, come confermato dallo stesso Silvio Berlusconi. Ora però è tempo di mettersi al lavoro. Le emergenze sono tante, così come le aspettative degli italiani… Ben tornato Presidente!
Ancora qualche giorno ed il nuovo governo Berlusconi prenderà finalmente il via.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inizierà domani pomeriggio le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo. Gli ultimi nodi da sciogliere riguardano in particolare il ministero della Giustizia e quello del Welfare, sulle quali pesano non poco le pressioni di An. Nelle intenzioni di Silvio Berlusconi quella di nominare Guardasigilli Alfredo Mantovano, vicinissimo al sindaco di Roma Gianni Alemanno, così da rendere disponibile la poltrona del Lavoro per l’azzurro Maurizio Sacconi. Ma il neo presidente della Camera Giafranco Fini non intende fare passi indietro. Ed ecco quindi profilarsi all’orizzonte, proprio sul Welfare, la candidatura di Andrea Ronchi, portavoce di An e fedelissimo di Fini. Sempre secondo le ultime indiscrezioni, sulla poltrona della Giustizia non si siederà nemmeno l’ex presidente del Senato Marcello Pera, tra i più quotati fino a qualche giorno fa. Niente da fare nemmeno per Elio Vito, poco gradito dall’Associazione Nazionale dei Magistrati. A spuntarla, alla fine, probabilmente sarà Angelino Alfano, coordinatore siciliano degli azzurri. A poco a poco prende forma così, tassello dopo tassello, la squadra di governo: per la Lega Roberto Maroni ministro dell’Interno, Luca Zaia all’Agricoltura, Umberto Bossi alle Riforme, Roberto Calderoli ministro per l’Attuazione del Programma. Ormai sicuri da giorni Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri (più Commercio Ue) e Ignazio La Russa alla Difesa. Per Forza Italia Sandro Bondi, che ha lasciato il ruolo nel partito, ai Beni Culturali e Claudio Scajola alle Attività Produttive. La pattuglia femminile sarà composta dall’azzurra Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, all’Istruzione, Stefania Prestigiacomo alle Pari Opportunità e Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà, all’Ambiente. Chiudono il cerchio Paolo Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e Raffaele Fitto agli Affari Regionali. Nessun vicepremier, ma solo Gianni Letta, fedelissimo del Cav, che tornerà ad occupare la poltrona di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Questa, salvo cambiamenti dell’ultima ora, dovrebbe essere la compagine di governo che si appresta a prendere tra pochi giorni le redini del paese.
L’ultima trovata del viceministro uscente dell’Economia Vincenzo Visco è di quelle destinate a far discutere per un bel pezzo. Probabilmente se ne parlerà ancora sotto l’ombrellone questa estate, magari sui giornali che avranno materiale a volontà per riempire pagine sempre meno interessate alla politica e alla cultura ma molto più al pettegolezzo dell’ultima ora. Ma anche questa è l’Italia. Più che un popolo di santi e navigatori siamo ridotti ormai ad una massa di voraci cultori dei fatti altrui e navigatori della rete alla ricerca dell’ultima indiscrezione da scovare a tutti i costi. Ed allora ecco che Visco, prima di togliere il disturbo, ha trovato il modo migliore per lasciare di sè e della sua opera traccia indelebile. Parlare di lui ci riportava immediatamente alla mente la parola “fisco”, ma da oggi probabilmente lo ricorderemo piuttosto come colui che ha violato l’ultima frontiera della privacy dando libero accesso a chicchessia alle dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani, vip compresi. Roba da far andare in bestia persino Beppe Grillo! Chi l’avrebbe mai detto… Anche se solo per poche ore, gli amanti del gossip hanno avuto pane per i loro denti. Tanto che il sito dell’Agenzia delle Entrate era già intasato dopo poche ore. Poi arriva il garante a bloccare tutto. Stop, fine della festa. Ma il momento di gloria dell’ex viceministro Visco è ciò che resterà più impresso di questi ultimi sussulti del governo Prodi ormai in procinto di chiudere definitivamente i battenti. Anche perché gli elenchi dei redditi, benché tolti dal sito dell’Agenzia delle Entrate, sono comunque rintracciabili su Internet attraverso i programma di peer-to-peer. Una sorta di paradossale goliardata finale che ha innescato provvedimenti giudiziari da parte del Codacons, che ha deciso di presentare in 104 Procure una denuncia penale contro il viceministro uscente. Se Visco voleva uscire di scena da protagonista, è riuscito in pieno nell’impresa. Dobbiamo dargliene atto…






