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Ora che ci siamo finalmente liberati della sinistra radicale e di quella insostenibile facciata ipocrita e finto-buonista che fino ad oggi ha contraddistinto le politiche oltremodo tolleranti nei confronti degli immigrati clandestini, ci si mette addirittura l’Onu che definisce, quelle riferite alla nuova normativa sulla immigrazione, «Politiche repressive e intolleranti». Forse non si è ancora capito che l’Italia fino ad oggi è stata il paese del bengodi per l’immigrato clandestino e per chiunque voglia delinquere indisturbato. A parte il fatto poi che il governo non ha ancora introdotto il reato di immigrazione clandestina e che il relativo progetto di legge deve essere ancora esaminato dal Parlamento, obiettivo della norma sarebbe in ogni caso esclusivamente quello di contrastare il fenomeno, che negli ultimi anni ha raggiunto qui da noi proporzioni francamente intollerabili. Questo grazie soprattutto alla politica lassista e sconsiderata della sinistra, che ha ridotto le nostre città a terreno di conquista per delinquenti di ogni specie. Spaccio di droga, prostituzione, stupri e violenze di ogni tipo sono ormai all’ordine del giorno. E anche per l’Italia più “tollerante” oggi la misura è veramente colma. La svolta politica del paese lo ha dimostrato in modo inequivocabile. E se ciò non bastasse, sarebbe utile ricordare all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, che punta il dito proprio contro l’Italia, che Paesi importanti dell’Unione come Francia, Germania, Svezia e Regno Unito una norma simile l’hanno gia’ da anni. «Se la legge dovesse essere approvata io mi sento in ottima compagnia», ha sottolineato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che aggiunge inoltre che «forse un quadro comparativo della legislazione europea e non solo sarebbe certamente utile». Un concetto, a mio modo di vedere, ampiamente condivisibile. L’introduzione del reato di immigrazione clandestina va visto infatti come un deterrente, non come un atteggiamento dettato da intolleranza o xenofobia. Si tratta persino di una tutela anche nei confronti di quegli immigrati regolari che si sono oggi perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale e che lavorano onestamente. Questi ultimi credo sarebbero i primi a beneficiare di tali misure atte solo a regolare i flussi migratori ed impedire il dilagare di un fenomeno ormai più senza controllo. Mi soffermerei in particolare a riflettere sulle parole del presidente della Camera Gianfranco Fini: «L’Italia ha ben chiaro che c’è un dovere di solidarietà, ma sa anche che nell’ambito della legislazione nazionale bisogna garantire la sicurezza del cittadino». Non cè più spazio quindi per le chiacchiere e la facile ipocrisia. Oggi la realtà va affrontata per quello che è, con assoluta chiarezza e determinazione.







