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Anche in Sicilia è cappotto. La sinistra, sempre più in declino, assomiglia ormai ad una vecchia star sul viale del tramonto che vive solo di lontani ricordi e qualche rimpianto. Tra questi forse l’essersi troppo adagiata su politiche sterili ed inconcludenti assai lontane dalle vere emergenze del paese. L’assoluto immobilismo politico in cui gli ultimi due anni di governo hanno condannato l’Italia a diventare il fanalino di coda tra i paesi dell’Unione Europea. Mentre in Parlamento sui banchi della ex maggioranza vi erano due opposizioni l’una contro l’altra, una sinistra di lotta ed una governo, gli italiani assistevano esterrefatti e rassegnati ad uno spettacolo della politica giunto a livelli di indecenza davvero insostenibili. Ecco perchè oggi raccolgono il risultato di ciò che hanno seminato, ovvero la pesante ma inevitabile disfatta che ha sottolineato ancora di più la scelta netta in favore del centrodestra che ha saputo intercettare meglio di loro l’umore del paese. Non c’è altra spiegazione che possa reggere, se non quella appena esposta. E non si stupissero più di tanto quegli spocchiosi intellettuali di sinistra che accusano gli italiani di scelte avventate o peggio di svolta fascista. Niente di tutto questo. Basterebbe soffermarsi ad analizzare l’entità del fenomeno, con quel pizzico di umiltà che in questi casi non potrebbe altro che giovare agli sconfitti. Ma chiedere ad una certa parte della sinistra un atto di semplice umiltà forse è chiedere troppo. Non sanno nemmeno dove stia di casa. Piuttosto si attaccano ancora alle solite polemiche dei processi in corso ai danni di Berlusconi, che guarda caso saltano sempre fuori ogni qualvolta si parla di provvedimenti che riguardano la giustizia. Basta proporre un “decreto-sicurezza” nel quale siano contemplate procedure atte a snellire e velocizzare i procedimenti giudiziari, dando precedenza a quelli più gravi e più urgenti (omicidio, mafia, terrorismo, e per tutti i reati che prevedono più di 10 anni di reclusione), per parlare ancora una volta di leggi “ad personam” e di norme “salva premier”. La realtà è che a sinistra si tenta sempre di utilizzare le toghe per demolire l’avversario politico, soprattutto quando questi è Silvio Berlusconi, diventato per la quarta volta Presidente del Consiglio alla faccia di tutti coloro che lo avevano dato da tempo sul viale del tramonto politico. Se solo si fermassero almeno una volta a riflettere con umiltà e discernimento sulla realtà dei fatti, capirebbero forse che non si diventa premier per la quarta volta solo perche si è proprietari di Mediaset o del Milan. Che gli italiani non sono certo dei fessi come vorrebbero farli apparire e che è ormai palese a tutti che la stagione delle ideologie è finita da un pezzo per lasciare finalmente spazio a chi concretamente intende impegnarsi con i fatti per risolvere i problemi del paese e rilanciare un’economia devastata da politiche costose e improduttive condite da una pressione fiscale senza precedenti. E così oggi a Silvio Berlusconi basta salire sul predellino della sua auto per ricevere applausi e consensi, mentre alla sinistra non restano che i cocci della fatale disfatta ed i rimpianti di ciò che avrebbero potuto ma non hanno saputo fare…

 

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