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La sinistra è sempre più nel caos e le ultime vicende fiorentine dimostrano come il PD a Firenze stia arrancando per tentare di salvare le apparenze. Sanno che questa volta la partita sarà più dura del previsto. Matteo Renzi in tv, dalle Invasioni Barbariche, riserva ai danni di Veltroni bordate che certo non possono passare inosservate. Al povero Walter non resta per ora che consolarsi con i suoi sostenitori su Facebook riuniti per l’occasione in un locale romano. Il PD affonda così anche a Firenze, sommerso dalle tante polemiche e persino dal fuoco amico. Travolti dallo scandalo della vicenda dell’area di Castello sono sempre più divisi e dilaniati da guerre interne, mentre il PDL fiorentino oggi è più forte e unito che mai. E questo alla lunga potrebbe fare la differenza. A poco a poco il sogno prende forma. 5000 persone alla tradizionale cena di natale organizzata dal PDL sono numeri che iniziano a mettere in allarme la sinistra fiorentina, il segno inequivocabile che il vento sta cambiando. Il guanto della sfida ormai è lanciato e la Firenze azzurra inizia già a sognare. E se è vero il detto che volere è potere, dal sogno alla realtà a volte il passo è breve…
Il gesto eclatante del sindaco di Firenze Leonardo Domenici è forse l’atto più significativo della profonda crisi che ha colpito da tempo la sinistra italiana. Il tentativo disperato di preservare la rovinosa caduta di quello che rappresenta ancora per molti versi l’ultimo baluardo della sinistra decaduta in Italia. Il fallimento di una ideologia che ha perso e continua a perdere su tutti i fronti, anche oggi che la complessa operazione di cosmesi meglio nota come PD si sta dimostrando inutile e totalmente inconsistente ai fini di una possibile prospettiva politica futura. In qualche modo la vicenda legata allo scandalo fiorentino di Castello si è trasformata in una sorta di Caporetto del Partito Democratico, che ora crolla inevitabilmente nei sondaggi. Il partito «nato per rinnovare la politica» secondo le intenzioni del suo leader Walter Veltroni, si ritrova oggi a dover fare i conti con la “questione morale” che diventa alla fine un boomerang micidiale in grado di far crollare il castello di carte assieme a tutte le speranze di quegli elettori che avevano creduto in un nuovo corso della sinistra italiana. Un percorso che ha avuto vita breve e che a dire il vero non è nemmeno mai partito. Inutile girarci intorno. Il primo ad averlo conpreso è stato fin da subito Achille Occhetto, eurodeputato della Sinistra Democratica, che senza mezzi termini riferendosi alla questione morale nel PD sottolinea che non è possibile negare l’evidenza quando “il pesce puzza dalla testa”. Ad averlo finalmente capito sono adesso anche coloro che ci avevano sempre creduto e che forse speravano ancora in cuor loro in una possibile ripresa della sinistra. La grande amarezza degli irriducibili nel cuore della rossa Toscana si manifesta nelle tante lettere giunte all’Unità, nelle quali si legge tutto lo sconforto degli ultimi veri comunisti ancora illusi da Veltroni e compagni. Intanto Domenici con il suo ultimo atto da sindaco di Firenze spacca ulteriormente il PD, blocca le primarie e si conquista la sua fetta di popolarità che potrà tornargli utile al momento giusto (perchè credete veramente che lascerà la politica?…). Riesce pure a trovare, tra un sorriso e l’altro, il tempo di togliersi qualche sassolino dalle scarpe ai danni di Veltroni. Un colpo da maestro, da vero politico navigato che tutt’altro sembra che intenzionato a lasciare la politica, per poter rimescolare le carte a suo favore ed attirare l’attenzione dei media nazionali. Obbiettivo raggiunto, a scapito però di quella famosa “questione morale” che oggi seppellisce ancor di più velleità e speranze di una sinistra che non è più in grado ormai di riscattarsi. Probabilmente le dimissioni sarebbero l’unico gesto dignitoso…
Sempre peggio. Gli spot anti-governo sulla vicenda Sky finiscono per coprire di ridicolo l’intera opposizione. Persino Bersani si arrampica sugli specchi e non sa più dove andare a parare per cercare di ridimensionare tutta la faccenda. Continuano a dire che si tratta di una tassa ma non si rendono nemmeno conto che quello che dicono non sta in piedi per nulla. Nessun conflitto di interessi, ma l’aumento dell’Iva dal 10 al 20 per cento a carico delle trasmissioni satellitari era un impegno del governo Prodi per non incorrere in una procedura di infrazione Ue. Oggi che la verità salta fuori come una tegola sulla testa di Veltroni, si capisce anche perchè Silvio Berlusconi aveva detto che la sinistra sulla questione sky ci avrebbe perso la faccia. Vero… Il carrozzone del PD subisce l’ennesimo contraccolpo che non fa altro che aggiungere una nuova crepa alla sua già debole consistenza. Ora l’opposizione, colta da un certo imbarazzo, tenta di sviare parlando d’altro. Ma resta il fatto, ormai inconfutabile, che Veltroni e compagni non hanno più idee e argomenti in grado di attrarre un qualche interesse. Il governo ombra per il momento resta tale e nulla emerge se non il solito disfattismo inconsistente tipico di chi non ha di meglio da dire e da fare…
Una volta il trio Tozzi Morandi Ruggeri cantava “si può dare di più”. Oggi il duo Tremonti Berlusconi dovrebbe forse intonare con un pizzico di autocritica un più ottimistico “si può fare di più”, anzi, meglio sarebbe per l’attuale situazione di crisi che attanaglia il paese un più coerente “si deve fare di più”. Certo, gli ultimi provvedimenti in favore delle imprese delle famiglie sono già qualcosa, ma non sono certamente ancora sufficienti. Così come il discusso raddoppio dell’ IVA sulle TV a pagamento ha innescato un processo che pone inevitabilmente il fianco all’opposizione, che pur non essendo in grado di fare una sola proposta degna di merito per risolvere la crisi economica sa solo attaccare a testa bassa il governo su qualsiasi provvedimento metta in cantiere. Siamo giunti ormai ad un tale rapporto conflittuale in politica che non passa giorno in cui si discuta su tutto ed in modo veramente pretestuoso. Se ci fosse stata oggi al governo la sinistra certamente gli Italiani sarebbero stati tartassati di tasse come unica ricetta possibile per poter far quadrare i bilanci, prima di poter magari darci una illusoria promessa di futuro benessere come già aveva fatto a suo tempo Romano Prodi. Oggi che il centrodestra governa facendo i salti mortali per evitare di metterci le mani nelle tasche e riuscendo persino a concedere qualche introito in più a chi se la passa davvero male, la sinistra disfattista parla di elemosina e di nostalgia del ventennio riferendosi alle social card. Non solo, hanno persino il coraggio di attaccare come al solito Berlusconi (tanto per cambiare…) sulla annosa questione del conflitto di interessi riguardo il caso Sky, quando sappiamo benissimo che a rimetterci sarà anche la stessa Mediaset. Per capire da che pulpito viene la predica basti pensare che il vero conflitto di interessi, anzi gli interessi e basta, sono sempre stati il modus operandi della sinistra da sempre. Potere e corruzione sono quelli emersi proprio nei governi della sinistra, maestra negli appalti pilotati e nella collusione tra affari e politica come è stao evidenziato più volte in questi anni. L’ultimo esempio è sotto gli occhi di tutti proprio a Firenze, dove gli indagati per corruzione stanno spuntando come funghi, creando lo scompiglio nel bel mezzo della campagna elettorale per le amministrative del PD. Tacciano quindi questi signori e si facciano un esame di coscienza prima di permettersi di sparare a zero contro un governo che sta cercando di barcamenarsi per trovare soluzioni concrete per fronteggiare una crisi economica che non ha precedenti. Avrei voluto vedere Veltroni che cosa sarebbe stato capace di fare, a parte entusiasmarsi in modo quasi infantile davanti alla vittoria di Obama vivendola quasi come fosse stata sua. La differenza tra la politica del loft e quella reale non è ancora percepita come tale dal leader di quello che dovrebbe essere sulla carta il partito più autorevole della sinistra. Detto questo ribadisco che è necessario fare di più. Più concretamente andare incontro in un prossimo futuro, dopo aver dato un po’ di ossigeno alle classi più deboli, a quel ceto medio che rappresenta il motore dell’economia. E non diciamo come direbbero a sinistra “si può fare”, ma più realisticamente “si deve fare”. Questo dovrà essere l’imput per proseguire il cammino iniziato dal governo, per mettere tacere le malelingue e rispondere con i fatti a chi sa solo sputare sentenze senza mai confrontarsi nel modo opportuno, dare un contributo proficuo con il dialogo anzichè arroccarsi su posizioni oltranziste e puramente ideologiche assolutamente sterili ai fini dell’interesse comune del paese. Si può fare di più e meglio, ma tacciano per favore i disfattisti e i chiacchieroni…







