galli-giovanniFirenze si prepara alla sfida più importante degli ultimi anni. Le prossime amministrative di giugno rappresentano per la prima volta un’occasione “storica” per il centrodestra di espugnare l’ultima roccaforte della sinistra per antonomasia. Giovanni Galli, l’ex portiere di Fiorentina e Milan, è pronto ad uscire dai pali e cimentantarsi questa volta nell’inedito ruolo di attaccante per lanciare la sua sfida a Matteo Renzi, l’uomo dell’ultima chance per il PD. Un uomo che viene dal mondo dello sport, abituato a lavorare duro per conquistarsi i consensi sul campo non solo calcistico ma ultimamente anche in quello dell’impegno sociale, contro un astuto e brillante politico avvezzo al parlar forbito e particolarmente abile nella comunicazione multimediale. Una persona seria contro un marpione della politica, come qualcuno ha già sentenziato. Ma Giovanni Galli di paragoni con Matteo Renzi non ne vuole nemmeno sentir parlare. I due sono persino amici, legati dalla stessa passione calcistica per la magica viola, ma distanti politicamente e caratterialmente. Renzi si presenta come il nuovo che avanza a sinistra, l’uomo del risanamento del PD ormai in collisione di rotta. Una sorta di messia di una sinistra che parla un linguaggio nuovo, capace di “scavalcare persino a destra” gettando scompiglio ed imbarazzo tra i compagni che lo guardano quasi come fosse un alieno. La sua recente apparizione da Santoro ad Annozero ha reso ancora più evidente nel suo insieme la grande anomalia politica che egli rappresenta. Nel tema della serata “quanto è di destra Matteo Renzi?” già si intuisce la dimensione del problema. Di lui dice Staino: «Renzi è il migliore esempio di fare la politica alla Berlusconi nel centrosinistra. È un pollo di batteria, non l’uomo nuovo che viene dalla società civile». Ma è Concita De Gregorio, direttore de L’Unità, a dire forse la cosa più interessante: «Renzi non è affatto un politico nuovo. Fa politica da dieci anni. Non è neanche giovane. Fa politica per mestiere». E qui si fa strada in modo più chiaro il grande bluff che Matteo Renzi ha messo in campo. Nella sinistra fiorentina c’è sconcerto, smarrimento. Forse alla fine si ricompatteranno comunque, forse no. Certo è che la maggior parte dell’elettorato rosso guarda a lui con diffidenza e, al solo pensiero di essere costretti a votarlo, già si turano il naso. Giovanni Galli oggi può contare su una compagine politica unita e determinata, su un programma concreto dal quale lo stesso Renzi guarda caso ha preso spunto, sull’appoggio assai determinante di Silvio Berlusconi che, in quanto a lungimiranza politica, credo non abbia rivali. Una macchina elettorale imponente che non ha eguali in passato è pronta ad entrare in azione per sostenerlo già nei prossimi giorni. L’ex portiere viola inoltre ha dalla sua una grande esperienza maturata in questi anni in campo sociale, una straordinaria capacità di catalizzare consensi anche in ambiti estranei alla politica, il candidato ideale in grado di intercettare voti anche fuori dall’alveo dei partiti di riferimento come An e Forza Italia. Insomma per il centrodestra Giovanni Galli potrebbe diventare davvero l’uovo di colombo, la persona giusta per dare finalmente corpo a quella svolta tanto attesa ormai da anni.