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Ora tutto è pronto. Giovanni Galli in una conferenza stampa che si è tenuta stamani al comitato di Viale Lavagnini ha presentato il logo della lista civica con la quale cercherà di vincere la sua battaglia per Firenze. La partita si presenta alquanto impegnativa, si sa, specialmente in una città storicamente rossa per antonomasia come Firenze. Ma Giovanni Galli questo lo sapeva già prima ancora di accettare la sfida. Per questo oggi non solo dobbiamo ringraziarlo, ma è nostro dovere sostenerlo al massimo per concretizzare un obbiettivo che stavolta è alla nostra portata. La sinistra in questi anni ha governato male ed i fiorentini ne sono consapevoli, compresi coloro che hanno votato Domenici alle scorse elezioni. Matteo Renzi, per quanto cerchi in modo quasi patetico di apparire come il nuovo, ostentando sicurezza sulla base di sondaggi che a mio avviso lasciano il tempo che trovano, altro non è e non potrebbe essere che la continuità con il passato recente, visto il suo indiscutibile legame con l’attuale amministrazione uscente alla quale è legato praticamente da un doppio cordone ombelicale. E’ bastato dare un’occhiata fugace tra i volti dei presenti all’inaugurazione del suo comitato elettorale, per scorgere facce fin troppo conosciute e che hanno di sicuro consumato le loro suole scorrazzando in lungo e in largo nei corridoi di Palazzo Vecchio in questi anni. Insomma qui di nuovo c’è solo un nome, Giovanni Galli, ed un simbolo che non a caso simboleggia una Firenze viola che si staglia su uno sfondo azzurro, con l’immancabile giglio che rappresenta l’orgoglio di una città. Un orgoglio ferito da anni di pessima amministrazione da parte di una giunta comunale che nel corso del suo mandato ha permesso ai propri interessi di prevaricare spesso e volentieri il diritto sacrosanto dei cittadini ad essere ascoltati. Ora è giunto il momento di voltare pagina, una nuova occasione per Firenze e per il nostro futuro.
Giusta la decisione di Silvio Berlusconi di prendere parte alle celebrazioni del 25 aprile. Solo così possiamo evitare che di questa festa dell’Italia intera se ne appropri solo una parte. E’ giunto il momento di sdoganare questa celebrazione indebitamente fatta propria solo ed esclusivamente dalla sinistra. La giornata del 25 aprile deve essere una giornata nella quale l’orgoglio della nostra coscienza nazionale e civile prevalga sulle ideologie. I partigiani appartenevano ad uno schieramento politico eterogeneo che andava dai comunisti ai monarchici fino ai socialisti ed ai cattolici, uniti da un comune obbiettivo: la riscossa contro gli invasori e la conquista della democrazia. Questo credo oggi debba essere il sentimento comune che deve unire il paese, travalicando il significato prettamente politico di questa festa di cui una parte del paese si è voluta fino ad oggi arbitrariamente impossessare rivendicandone la paternità. Non è più tollerabile pertanto subire le intimidazione di una certa parte della sinistra che pensa ancora oggi di essere l’unica forza politica in Italia legittimata a presiedere questa celebrazione. Così come non possiamo più tollerare gli inqualificabili atti di intolleranza come quelli ai quali abbiamo assistito lo scorso anno ai danni ad esempio del sindaco Letizia Moratti, apertamente contestata, che fu costretta ad abbandonare il corteo per motivi di sicurezza. Ricordiamo tutti bene quelle immagini nelle quali la Moratti veniva spintonata mentre portava il padre in carrozzella a Milano, nonostante fosse un ex partigiano. Lecite da questo punto di vista le perplessità di Bonaiuti circa la partecipazione del Premier al corteo milanese. Ma parteciparvi è sicuramente il modo migliore per abbattere il muro dell’ideologia, i vecchi schemi preconcetti che perdono ogni valore e significato davanti al più nobile sentimento di riscatto morale e civile che rappresenta storicamente per tutti gli Italiani la giornata del 25 d’aprile.
Giovanni Galli c’è. Lo puoi trovare non solo al comitato allestito nel cuore di Firenze in viale Lavagnini, ma soprattutto in giro per la città in mezzo ai suoi concittadini. Si, perchè Giovanni prima di essere candidato sindaco è prima di tutto un cittadino che ama davvero Firenze, che ne conosce molto bene i problemi e le difficoltà che l’amministrazione ancora in carica non è stata capace di risolvere in tutti questi anni. E’ facile incontrarlo in giro nei luoghi più caratteristici, oppure nei mercati che, come lui stesso sostiene, sono una delle espressioni più autentiche e genuine dell’identità fiorentina. La campagna elettorale di Giovanni Galli è iniziata subito all’insegna del contatto reale con la città, del paziente lavoro di raccolta delle tante voci dei cittadini, dei loro problemi e dei loro suggerimenti per una città migliore e più a misura dei fiorentini. Il progetto per Firenze prende corpo così, giorno dopo giorno, grazie proprio al contributo dei cittadini stessi, che con le proprie testimonianze e le proprie richieste delineano poco per volta i contorni di quella Firenze che oggi si attende un vero cambio di marcia rispetto al passato. Non è un caso che ora anche matteo Renzi abbia dichiarato di voler scendere anche lui nelle piazze e nelle strade fiorentine, segno che la politica di palazzo a suon di annunci e spot televisivi (che fino ad oggi sono stati il suo forte) inizia piano piano a sgretolarsi di fronte al concreto impegno del suo avversario, più capace in questo momento nell’intercettare i problemi ed i malumori della città. Su questo paziente lavoro quotidiano Giovanni Galli oggi gioca le sue migliori carte per accreditarsi agli occhi dei fiorentini come candidato sindaco espressione della gente comune, di quella società civile che si sente distante dai politicanti chiusi nei loro dorati ed impenetrabili palazzi. A quelli ancora scettici consiglio di fare quattro chiacchiere direttamente con Giovanni (per questo è sempre pronto e disponibile), il modo migliore per fugare ogni dubbio sulla sua assoluta capacità di ascoltare e di entrare immediatamente in sintonia con chi gli sta di fronte. Il suo è quasi un dono naturale, dovuto probabilmente alla spontanea carica di umanità che ne traccia una personalità genuina per indole e carattere. La sua esposizione chiara ed essenziale è disarmante per qualunque avversario, decisamente efficace per chi lo ascolta. Chi ha assistito recentemente al suo debutto ufficiale al Palacongressi ne ha avuto in questo caso una tangibile dimostrazione. Insomma, Giovanni c’è. E chi lo conosce sa perfettamente con quanta passione ed entusiasmo abbia deciso di affrontare questa sfida per il futuro di Firenze, pur consapevole della grande responsabilità che tale scelta necessariamente comporta. Alla base di tutto il grande amore per Firenze e la ferma volontà di restituirle la dignità e il decoro che l’anno resa celebre in tutto il mondo. Più che una sfida è una promessa, anzi un’impegno. E Giovanni Galli è uno che gli impegni, nel lavoro come nella vita, è abituato da sempre ad onorarli.







