dario-franceschiniLa sinistra di oggi non è altro che l’ombra di se stessa. Non ha più leader nè uomini all’altezza di poter esprimere una leadership degna di essere considerata tale. E allora non resta altro che il gossip, l’ultima spiaggia per chi ha esaurito argomenti e soprattutto idee. Per tentare di minare il grande consenso acquisito in questi mesi dal governo hanno imbastito il solito castello di menzogne atto a gettare fango su Silvio Berlusconi. Ma alla fine sotto le macerie rischiano di finirci proprio loro, gli artefici di tutti quei meschini complotti assieme ai loro giornali compiacenti. La scossa anti-premier rischia di sortire infatti proprio l’effetto contrario, quello cioè di mettere in evidenza tutta la debolezza del Partito Democratico e dei suoi vertici, affetti ormai da tempo da una irreversibile sindrome tafazziana. E così ecco che nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità pugliese finiscono nel mirino il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ed altri esponenti di spicco del PD locale, in particolare per alcune vicende poco chiare legate ad alcuni appalti sanitari. Intanto il procuratore della Repubblica di Bari Emilio Marzano esclude l’ipotesi che il presidente del Consiglio possa essere ascoltato come persona informata sui fatti dalla Procura di Bari. Oggi mentre a sinistra continuano tra un complotto e l’altro ad azzuffarsi pure fra di loro per la leadership del partito, Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa a Napoli sul G8 può dichiarare soddisfatto che “il suo governo è il più stabile e il più sicuro di tutto l’Occidente”. Forte inoltre dell’ampio margine di consensi (il 62%) nella quasi totalità del paese, il premier rassicura tutti sulla indiscussa tenuta dell’esecutivo. Anche questa volta pertanto le cassandre della sinistra possono tacere…