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Firenze_Palazzo_vecchioTre giorni per pulire il mondo, settantadue ore di pulizia collettiva per “educare i cittadini all’ecologia e alla tolleranza”. Questo lo spirito dell’iniziativa organizzata da Legambiente che ha visto coinvolti ancora una volta in prima persona i cittadini volenterosi armati di sacchetti, guanti e pettorine gialle in veste di spazzini al servizio della comunità. Una sorta di replica di “Un bacione a Firenze” messo in scena appena qualche settimana fa dalla neo amministrazione fiorentina. L’ennesima rappresentazione teatrale a mio avviso dietro la quale spesso si evidenzia il malcelato tentativo di rimettere in moto la propaganda elettorale in vista dell’appuntamento con le regionali del prossimo anno. Questa bella scampagnata che tanto eco ha avuto quarda caso su Raitre, è servita in fin dei conti a regalare un mega spot alla sinistra fiorentina, per la quale temi come l’accoglienza e l’integrazione restano gli unici che riescono sempre a riciclare con sapiente maestria ogni qual volta se ne presenta loro l’occasione. Ed ecco che anche in questo frangente l’edizione fiorentina 2009 della versione italiana di «Clean up the world» è stata personalizzata e confezionata a pennello dai grandi demagoghi di Palazzo Vecchio in modo esemplare. Quest’anno infatti sono riusciti davvero a superare se stessi, coinvolgendo nell’iniziativa persino colf e badanti al grido di “Smettiamola di nascondere i problemi”. Ma non finisce qui: al fianco degli assessori comunali all’Ambiente Cristina Scaletti e alle Politiche socio-sanitarie Stefania Saccardi, del presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci e di quello di Legambiente Toscana, Piero Baronti, è scesa in strada anche la Comunità Peruviana di Firenze, quelli che tutte le domeniche durante i loro raduni non autorizzati lasciano dietro di se una gran quantità di rifiuti abbandonati nel parco, falò accesi e attività di commercio non autorizzate. Ma qui ogni controsenso perde ovviamente valore, soprattutto quando si tratta di mettere in scena quelle che sono le principali armi di comunicazione di massa che la sinistra conosce molto bene e con le quali è riuscita fino ad oggi ad abbindolare gran parte dei cittadini. Non è importante dare risposte concrete su come risolvere il problema del degrado di una città, ma piuttosto dire di avere tutte le buone intenzioni di farlo. L’immagine e la comunicazione a volte possono fare miracoli a dispetto dei fatti. Su questo non li batte nessuno, bisogna ammetterlo. La macchina della propaganda rossa non perde un colpo, nemmeno quando il neo sindaco Renzi propone punti e soluzioni presenti già da tempo nei programmi dell’opposizione, come ad esempio lo stop al passaggio della Tramvia dal Duomo e la pedonalizzazione dell’area, tema sul quale il centrodestra fiorentino e l’altro antagonista Razzanelli ne hanno basato in gran parte l’intera campagna elettorale. Oggi Renzi è riuscito addirittura a farne praticamente il primo atto della sua amministrazione con il plauso di tutta la sua giunta di sinistra che fino a poco tempo fa definiva assolutamente irrinunciabile il transito della linea tramviaria attraverso il cuore del centro storico fiorentino. Chapeaux!!… Non possiamo che accogliere con favore un simile provvedimento, ma non possiamo certo fare a meno di rilevare la subdola politica trasformista di una sinistra in grado di riciclarsi al momento opportuno per mantenere ben saldo nelle mani il potere e il controllo dei tanti interessi in gioco. Un obbiettivo che val bene qualche dietrofront improvviso e tanta demagogia sparsa a piene mani…

berlusconi_UEBerlusconi striglia la UE sul ruolo dei portavoce e subito divampano le polemiche. La sinistra italiana ed i socialisti europei non perdono l’occasione per strumentalizzare l’accaduto. Si tratta ormai di un classico cliché. In realtà Il premier si è speso come suo costume in prima persona per abbattere le lungaggini e le lentezze del pesante apparato burocratico che è diventata da tempo l’UE. Ed è proprio grazie a Silvio Berlusconi ed alla sua proverbiale vitalità che oggi potremo finalmente sperare di mettere un po’ d’olio in un ingranaggio alquanto arrugginito, incapace di esprimere una politica moderna fatta di soluzioni immediate e concrete riguardo i tanti problemi attualmente sul tappeto. L’attacco del cavaliere ai commissari UE non è un atto intimidatorio come alcuni vorrebbero far pensare, bensì l’unico modo per poter fermare l’ennesimo tentativo di rallentare i lavori volti ad una necessaria soluzione e condivisione del problema immigrazione. La richiesta del portavoce dell’Esecutivo comunitario, Dennis Abbott, di fornire chiarimenti sui respingimenti degli immigrati, altro non è che un tentativo di provocazione all’Italia mascherato da atto di “normale prassi”. Accomunare il nostro paese a Malta appare quantomai improbabile ed inopportuno, visto che l’italia fino ad oggi non si è mai tirata indietro quando si è trattato di soccorrere barconi di immigrati in balia delle onde, al contrario del piccolo paese comunitario (nostro alleato) che se ne è sempre lavato le mani finchè ha potuto. E’ fuor di ogni ragionevole dubbio che il problema dell’immigrazione clandestina in Europa sia stato finora scaricato quasi del tutto sulle nostre spalle, come confermato del resto anche dal capogruppo del Ppe Joseph Daul che ha ammesso (unica voce fuori dal coro) che per quanto riguarda l’immigrazione illegale l’Italia è stata lasciata sola dall’Europa. Insomma, meno male che Silvio c’è e si fa sentire!…

 

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