Alla fine la resa dei conti è arrivata. Ma Fini non pensava davvero di uscirne così malconcio, lasciato da solo a leccarsi le ferite rintanato nello scranno più alto del Parlamento dal quale non intende per il momento scendere, restando abbarbicato al suo ultimo fortino. Un generale sconfitto e senza le sue truppe che, abbandonate ormai le file, dilagano tra i banchi di Montecitorio che ha celebrato ancora una volta il trionfo di Berlusconi, nel giorno che avrebbe dovuto segnare nel suo immaginario quel riscatto politico che non è mai arrivato e che forse non arriverà mai. Leader si nasce, non si diventa. E per quanto Gianfranco si sia applicato in tutti questi anni non ha mai veramente brillato, perdendosi alla fine in una guerra inutile e devastante per la sua carriera di uomo politico. Ora resta solo l’uomo, da solo con i suoi fantasmi ed un conto da pagare al futuro in termini politici assai caro per lui. Soltanto le dimissioni a questo punto rappresenterebbero l’ultimo atto dignitoso. Sempre che di dignità, almeno un briciolo, gliene sia rimasta.