Siamo spesso etichettati all’estero con gli stereotipi più vari e suggestivi. Pizza, spaghetti e mandolino è forse da sempre il più classico, ma da qualche giorno il termine “Schettino” è entrato di prepotenza nel linguaggio triviale e qualunquista di chiunque voglia gettare fango sull’immagine del nostro paese. Premesso che la tragedia del Giglio ha certamente un responsabile e con tutta probabilità anche dei corresponsabili, non si può certo affermare che essi rappresentino un popolo intero quasi fossero icone di uno stile o peggio di una “razza italica”. Sembra pensarla proprio così il settimanale tedesco Der Spiegel, o meglio un suo esimio giornalista, tal Jan Fleischhauer (nella foto a sinstra) che senza tanti giri di parole oggi esordisce scrivendo “Mano sul cuore, ma vi sorprendete che il capitano fosse un italiano? Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l’abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico?” In poche righe di una infinita banalità rincara la dose affermando “non è chiaro in che misura gli italiani siano una razza”. Insomma, ce n’è davvero abbastanza per capire che ci troviamo di fronte ad un caso lampante di giornalismo spazzatura, infarcito persino di quell’insano nazionalismo di evidente matrice ariana che in Germania non sembra mai davvero sopito. Sarebbe utile però ricordare al signor Fleischhauer che non è proprio questa l’Italia, così come quella che lui vorrebbe rappresentare non è certo la Germania migliore. Il suo articolo non è altro che un imbarazzante scivolone giornalistico, mediocre quanto il suo autore. Per dirla alla Jan Fleischhauer potremmo tranquillamente definirlo una sorta di “Schettino” del giornalismo d’oltralpe.








1 commento
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gennaio 30, 2012 a 12:53 pm
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e questo è perchè siamo tutti parte dell’UNIONE EUROPEA, ma per favore, ma che l’abbiamo fatta a fare questa unione se non si ha rispetto gli uni degli altri? bah!!!